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Urbanistica
Urbino. I mattoni e le pietre
Mazzini Fr.
Euro 55,00
Collana: Biblioteca d'arte
ISBN 88-392-0538-1
2000, pp. 500 (Distribuito da QuattroVenti)
Nel 1982, all'opera è stato assegnato il "Premio Letterario Nazionale Frontino-Montefeltro" (Commissione presieduta da Carlo Bo): per la chiarezza del linguaggio "accessibile a tutti quasi fosse un'enciclopedia di storia, arte e vite urbinate, ma nello stesso tempo affascinante come un romanzo perchè ha la vivacità delle cose vissute e della personalità dell'Autore che si avverte in ogni pagina". Quindi, nel 1983, è stata la volta del prestigioso "Premio L. e J. Salimbeni per la Storia e la Critica d'Arte, San Severino Marche". La Commissione - presieduta da Federico Zeri e composta da Giuliano Briganti, Raffaello causa, Mina Gregori, Carlo Volpe, Giorgio Zampa e Pietro zampetti - ha ravvisato nell'opera "un modello di ricerca storiografica volta all'approfondimento e alla definizione di un'altissima civiltà urbana, ... esempio nuovo e collaudato di 'restituzione' di un centro che ha avuto la più alta ma non unica delle sue stagioni nel Rinascimento".
Un'immagine di Urbino inedita, estesa oltre i contorni tradizionali del Palazzo ducale anche prima e dopo l'irripetibile momento magico di Federico di Montefeltro. Se il Palazzo rimane infatti il momento massimo, oltre tutto determinante l'aspetto urbanistico del centro storico, esso è al tempo stesso inserito nella trama del preesistente tessuto urbano medievale cui anche le successive aggregazioni si sono amalgamate, armonicamente distribuite sui due colli e nel paesaggio, entro la cerchia delle mira roveresche. Un ragguaglio storico artistico e culturale, e un profilo urbanistico introducono ad una ricognizione analitica della città, che muove dal suo sito più antico, del "municipio" romano, e si dirama nelle contrade nate dallo sviluppo medievale e moderno; che assume come esponente non già itinerari di comodo ma quelle stesse contrade e rioni che intorno agli antichi borghi sono crsciuti per una vicenda storica della quale si possono cogliere le tracce e ricostruire il percorso. Procedendo casa per casa, ovunque si avverta un segno superstite di decoro artistico o di storia, si scoprono aspetti inattesi del volto urbano come di interni sconosciuti. Donde quel titolo "i mattoni e le pietre" in apparenza riduttivo, però emblematico di n centro storico di cui il mattone, con le interlocuzioni del localee travertino del Monte Nerone, costituisce il tessuto secolare, dal fondo delle strade e delle "piole" alle case e ai palazzi, dalle chiese ai conventi e all'antica cerchia muraria. La storia particolare di contrade e rioni si riannoda e si fonde con quella della città medesima: città romana e poi esarcale; città due-trecentesca dei primi Montefeltro; città rinascimentale del duca Federico e poi dei Della Rovere; città secentesca di un distretto pontificio periferico, ma quindi città della rinascita settecentesca, privilegiata dagli Albani che avevano dato un papa alla Chiesa; città neoclassica e poi otticentesca, della ripresa post-unitaria; città del primo Novecento e infine della recente trasformazione urbanistica.
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Paesaggio perduto. Disagio e progetto
a cura di Cruciani B., Giorgetti G., Pandakovic D.
Euro 7,25
Collana: Materiali
ISBN 88-392-0499-7
1996, pp. 116
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Euro 10,33
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